Non è mai tardi per diventare bilingue!

Aggiornato il: 14 lug 2019




Introduzione al Metodo Frau Zorzenon


Essere bilingue porta con sé parecchi benefici, non solo da un punto di vista della salute fisica - tiene ad esempio distante malattie senili come l'Alzheimer - ma a livello di salute mentale.

Il bilinguismo è infatti un’ottima palestra per il nostro cervello: lo aiuta a mantenersi in forma, giovane, fresco e dinamico. La mente delle persone che sanno parlare perfettamente due lingue è una mente che invecchia meno di chi ha sempre comunicato usando un unico idioma. È una mente capace anche di una maggiore attenzione; una mente in grado di risolvere con facilità e velocità problemi anche complessi; una mente che possiede una percezione allargata della realtà proprio perché il bilinguismo ti insegna a vedere le cose contemporaneamente da più punti di vista, ovvero con gli occhi di ambo le lingue e ambo le culture che stanno dietro a quelle due lingue.

Tuttavia, c’è un aspetto dell’essere bilingue che è spesso frainteso. Si crede cioè che il bilinguismo sia un’abilità che possa essere sviluppata unicamente da bambini, soprattutto entro i primi 10/11 anni di vita. Quindi, o da bambino hai la fortuna di avere genitori lungimiranti che sin da piccolo ti hanno esposto ad una pluralità di lingue oppure, come spesso si sente dire, “ritenta nella prossima vita, magari sarai più fortunato!” Ma per quanto ci sia un qualcosa di indubbiamente magico nel vedere un bambino rivolgersi al padre e alla madre usando due lingue differenti, la verità è che non esistono limiti di età per il bilinguismo: non esiste un limite temporale oltre il quale il bilinguismo non possa più essere sviluppato. Il fatto che il cervello tenda ad invecchiare con il passare degli anni non costituisce in alcun modo un limite allo sviluppo del bilinguismo.

E il motivo è molto semplice. A differenza infatti di quello che molti pensano, il bilinguismo non ha origine nella testa (a livello di cervello razionale): il bilinguismo ma ha origine nella pancia, dove ha sede l’istinto che di per sé è timeless, ovvero senza tempo.

Infatti, oltre la metà della popolazione mondiale è oggi almeno bilingue e la maggioranza di questi – si stima circa il 60/70 percento – lo sono diventati solo "da grandi" e soprattutto per SCELTA.

Il bilinguismo è una scelta che chiunque può compiere: in ogni istante, in ogni dove e a qualsiasi età.


E diventare bilingue è facile. Perché non servono anni e anni passati a studiare a memoria regole grammaticali, vocaboli e frasi fatte. Il bilinguismo non lavora a livello di mente razionale, a livello di intelletto sfruttando le capacità mnemoniche della persona.


Il bilinguismo lavora a un livello più profondo perchè fa leva su quella capacità, innata nell’essere umano, di riuscire a imparare una qualsiasi cosa ovvero semplicemente osservando, ascoltando e imitando ciò che accade intorno a lui, e dunque per pura osmosi.


Di questo se ne parlava già negli anni 50. In particolare fu Noam Chomsky, padre della Linguistica Moderna, il quale nel 57 dichiarò che l'uomo che, ciò che distingue l'uomo da ogni altro essere vivente, è proprio il suo essere dotato di un dono che solo lui possiede – un dono che gli consente di acquisire una qualsiasi lingua, ed elaborare un linguaggio anche complesso e articolato, senza che di fatto nessuno gli spieghi le regole grammaticali.   



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Elemento chiave di questa potenzialità è un dispositivo ( LAD = Language Acquisation Device) contenuto all'interno del cervelletto, grazie al quale qualsiasi segnale che arriva al nostro cervello per mezzo di occhi e orecchi viene AUTOMATICAMENTE registrato, decodificato e tramutato in un segnale di uscita, il quale altro non è che le parole che escono dalla nostra bocca; un dispositivo che da bambini - in modo del tutto spontaneo e naturale - ci ha permesso di imparare la nostra prima lingua - ovvero la nostra madrelingua - semplicemente osservando, ascoltando e imitando i suoni e le immagini che vedano intorno a noi, in primis quelli dei nostri genitori. 


Un dono che poi, proprio perché congenito, non è usa e getta come le macchinette della KodaK ma può essere tranquillamente riutilizzato, anche infinite volte. Tuttavia, come tutte le potenzialità, anche questa va nutrita e coltivata nel tempo per evitare che si addormenti. Addormentarsi non significa però sparire. Addormentarsi significa semplicemente diventare una "potenzialità dormiente", una potenzialità messa cioè temporaneamente in stand-by, in attesa che qualcuno la risvegli.


Il Metodo Frau Zorzenon – un Metodo Montessori Avanzato – sfrutta la lingua inglese o tedesca come mezzo per riattivare questa potenzialità e riportare l’essere umano nella sua condizione naturale di individuo in grado di acquisire naturalmente più lingue, sapendole gestire con la medesima spontaneità e naturalezza a cui è abituato con la propria madrelingua.

"Essere bilingue significa semplicemente possedere un doppio madrelinguismo; significa cioè che la seconda lingua è stata acquista con la stessa modalità con cui da bambini siamo diventati di madrelingua, sfruttando quindi quell'innata abilità che ogni essere umano ha di riuscire ad imparare una qualsiasi lingua per semplice osmosi." - Fabrizia Zorzenon


INGLESE / TEDESCO

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