Code-Switching

Tutto quello che c'è da sapere sul corso di inglese per lo sviluppo del bilinguismo.

Fabrizia Zorzenon

Ricercatrice (PhD) & Linguista Montessori

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OBIETTIVI

Code-Switching ha per obiettivo lo sviluppo del bilinguismo, vale a dire mettere lo studente nelle condizioni di imparare la lingua inglese “di pancia” e non “di testa”, sfruttando quindi quella potenzialità – che solo l’essere umano possiede – di riuscire ad acquisire una qualsiasi lingua per semplice emulazione; una potenzialità che da bambini, in modo del tutto spontaneo e naturale, ci ha permesso di imparare la nostra prima lingua, ovvero la nostra madrelingua, semplicemente rielaborando a livello inconscio ciò che occhi e e orecchie erano stati prima in grado di catturare.

Code-Switching è un corso che non si limita quindi a trasformare lo studente in un perfetto madrelingua (essere bilingue significa di fatto possedere un doppio madrelinguismo) ma riporta a galla quella potenzialità in grado di “sbloccare il canale delle lingue”, portando così lo studente sulla strada del plurilinguismo.  

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METODO

Per risvegliare questa potenzialità, il punto di partenza non è la grammatica. La grammatica deve essere certamente affrontata ma solo in uno step successivo. La grammatica serve a rifinire la lingua, a perfezionarla, ma di certo non la crea. Per molti secoli, lo stesso termine inglese “grammar” veniva usato come sinonimo di “glamour”. La grammatica usata quindi come mezzo per dare glamour alla lingua; ma per poterle dare glamour, è necessario che alla base la lingua sia già esistente.

N.B. Si tenga presente che da bambini, prima siamo diventati di madrelingua, prima abbiamo cioè imparato l’italiano osservando e ascoltando ciò che accadeva intorno a noi. Poi, a partire dai sette anni, abbiamo iniziato con lo studio della grammatica, abbiamo cioè iniziato a perfezionare una lingua che però di base stavamo già parlando. 

Per riportare a galla questa potenzialità il punto di partenza è quindi un altro: in particolare, cultura e suono, ovvero le due chiavi del madrelinguismo, le uniche in grado di creare fisicamente la lingua dentro di noi e di metterci quindi nelle condizioni di parlare inglese con la stessa spontaneità e naturalezza a cui siamo abituati con la nostra madrelingua.

Per cultura si intende imparare a pensare in inglese, ovvero imparare a vedere le cose attraverso gli occhi di un inglese, e dunque comprendere il pensiero (la logica) che sta alla base di questa lingua. Un pensiero che è così distante da quello italiano che molto spesso a medesime parole vengono date interpretazioni completamente differenti. Ad esempio, un semplice “not bad”, che se per un Italiano significa letteralmente “non male, una buona sufficienza”, per un britannico equivale invece a “wow, che figata!” mentre per un americano “mmm, mezza calzetta”.

Rispetto al francese o allo spagnolo (lingue latine), la lingua inglese è culturalmente così distante da quella italiana da non essere direttamente traducibile. Vale a dire, se pretendo di parlare inglese continuando però a pensare in italiano, quello che esce dalla mia bocca non è inglese ma un italiano inglesizzato, una lingua cioè che un altro italiano comprenderà facilmente ma che sarà del tutto incomprensibile una volta varcato il confine.

Il grosso dei disguidi in cui incorriamo quando andiamo all'estero (soprattutto per lavoro) nasce proprio da questa differenza culturale di fondo che, se non presa in considerazione, crea situazioni nelle quali le nostre parole vengono fraintese, oppure siamo noi stessi a non cogliere quello che ci viene realmente detto.

Questo ragionamento vale ovviamente per tutte le lingue; solo che tra italiano e inglese il divario culturale è così importante che se vogliamo realmente parlare questa lingua (e comprenderla quindi fino in fondo) siamo necessariamente obbligati a pensare in inglese, non possiamo esimerci dal fare uno “switch” innanzitutto culturale. Bill Bryson, un linguista americano, una volta scrisse: studiare inglese continuando però a pensare alla latina è come giocare a basket sui pattini da ghiaccio… ti fai solo tanto male! Se molti italiani hanno oggi un rapporto pessimo con la lingua inglese, tanto da non riuscire mai ad andare oltre un B1, dipende proprio da questo: cioè dal fatto che a scuola sono stati educati sin da bambini a studiare questa lingua utilizzando il metodo “latino”, un metodo che però cozza completamente con la logica anglosassone.

A differenza di altre lingue, l’inglese è una lingua che dal punto di vista grammaticale è estremamente basica ed elementare (se chiedessimo ad un inglese di parlare italiano continuando però a pensare in inglese, ci accorgeremo infatti che parlerebbe come un bambino di terza elementare!).  Solo, che per riuscire a cogliere questa semplicità, fondamentale è cambiare innanzitutto il punto di vista. Inizia quindi a pensare in inglese e allora quello che prima sembrava complesso e oscuro ti apparirà improvvisamente ovvio e scontato, tanto che sarai tu stesso a renderti conto che diventare bilingue in 24/26 settimane non è poi così impossibile. Anzi, tutto il contrario!

 

N.B. Il bilinguismo è il risultato di una consapevolezza e di una comprensione così profonda e intima della lingua da rendere quest’ultima un fatto naturale. Cambia il tuo punto di vista e vedrai che questa consapevolezza non tarderà ad arrivare.

All’interno di Code-Switching, questo switch culturale viene affrontato sin dalla prima lezione, la quale non solo rompe gli schemi con il metodo tradizionale di studio delle lingue ma apre anche la strada ad una comprensione diversa, e reale, della lingua inglese.

Il secondo passaggio è invece legato al suono, ovvero imparare a sentire e dunque a riprodurre i suoni della lingua inglese – cosa che, per un italiano, non è proprio così scontata.

La lingua inglese viaggia infatti su frequenze alle quali l’orecchio italiano non è abituato a lavorare. Vale a dire, mentre l’italiano viaggia tra i 2.000 e 4.000 Hertz, l’inglese si muove invece tra i 2.000 ai 20.000 Hertz. C’è quindi tutta un’ampia gamma di suoni nella lingua inglese che il nostro orecchio, se non preventivamente educato, non riesce a sentire. E se il mio orecchio non sente un suono, come poi posso pretendere che il mio cervello quello stesso suono sia anche in grado di comprenderlo e la mia bocca di riprodurlo? Come dice sempre Frau Zorzenon, “siamo forse in grado di riprodurre il verso del coccodrillo?” Alfred Tomatis, un famoso otorino laringoiatra francese, scriveva così: “la laringe è in grado di riprodurre solo ciò che l’orecchio è stato prima in grado di sentire e sentire bene”. Vale a dire, per la Legge dei Vasi Comunicanti, per uscire dalla mia bocca il suono deve prima entrare per le orecchie: per imparare cioè a comprendere e a parlare, bisogna innanzitutto imparare ad ascoltare. Senza ascolto non si va da nessuna parte!

Rispetto all'italiano, la lingua inglese è una lingua ricca di suoni acuti e di sibilanti. È una lingua che richiede quindi un orecchio estremamente fino, un orecchio in grado di sentire anche le più piccole variazioni di suono e di registrare le informazioni a una velocità ben dieci volte superiore rispetto a quella italiana. E come fine è l’orecchio, lo deve essere anche la lingua. Particolarmente sciolta ed elastica, la lingua inglese è un organo estremamente sensibile: un organo capace di fare anche i più piccoli movimenti e di stravolgere il senso delle nostre parole solo spostandosi di mezzo millimetro. Basta pensare a “luck” e “lack”, due parole dai suoni pressoché simili ma dai significati assolutamente diversi.

La seconda lezione di Code-Switching affronta quindi l’argomento “suono” nella sua globalità, proponendo tutta una serie di esercizi finalizzati, da un lato, a educare l’orecchio a sentire realmente i suoni della  lingua inglese e, dall’altro, a sciogliere la bocca e a educare la lingua a muoversi nel modo corretto e alla giusta velocità. In tal senso, Code-Switching è l’unico corso in Italia che propone questo genere di educazione, essenziale sia per la comprensione che per il parlato.

In questa lezione si parlerà anche delle Cuffie Forbrain, un brevetto del Gruppo Tomatis. Da utilizzare in abbinamento agli esercizi e alle letture proposte all’interno del corso, il loro acquisto non è obbligatorio (si può fare anche senza) ma si suggerisce comunque di valutarne la possibilità. Primo, hanno il potere di velocizzare notevolmente l’apprendimento della lingua e, secondo, favoriscono lo scioglimento della lingua e dunque lo sblocco del parlato. Nel medesimo arco di tempo, si sono registrati risultati di gran lunga superiori negli studenti che hanno scelto di usare di integrare Code-Switching con le Cuffie Forbrain.

Fatti questi due passaggi iniziali – imparare a pensare in inglese e imparare ad ascoltare – si può passare allora allo studio della grammatica che, a questo punto, diventerà ovvia e scontata, tanto da permettere allo studente di fare in sei lezioni quello che solitamente viene affrontato in anni e anni di scuola.

Per spiegare meglio questo passaggio, vediamo da dove nasce la grammatica. 

 

L’uomo ha un pensiero in testa. Questo pensiero genera in lui un’emozione (se penso ad esempio alle vacanze sono felice, se penso invece alla dieta sono triste). L’emozione determina a sua volta la postura del corpo, il quale, facendo da cassa di risonanza, modella il suono che esce dalla nostra bocca. Da qui nascono gli accenti (ogni accento richiede la propria postura) che a loro volta determinano le linee guida per lo sviluppo della grammatica.

Riassumendo: il pensiero determina la postura; la postura crea a sua volta l’accento; sull’accento, come ultima ruota del carro, si imposta la grammatica. Quindi, tutt’altro che arbitraria e imposta dall’alto, la grammatica altro non è che l’ultima conseguenza di un certo modo di pensare e di riprodurre i suoni; l’ultimo tassello di una filiera che, effetto domino, a creato la lingua a partire dalla cultura.

Io penso, e in base a come penso, agisco e dunque parlo. Quello che esce dalla mia bocca è il risultato di quello che c’è nella mia testa. Modifica quindi il tuo modo di pensare e vedrai che, improvvisamente, la grammatica inglese inizierà ad avere senso e ti risulterà così ovvia e scontata che memorizzarla non sarà più un problema.

Il percorso Code-Switching si conclude infine con la Traduzione Simultanea. Questa è una tecnica che viene imparata alla fine del corso e che ha lo scopo di mettere definitivamente in moto la lingua e di “cicatrizzarla” dentro di noi in modo indelebile.

Richiamando il lavoro di traduzione che fanno le interpreti in cabina (sentono e automaticamente traducono), questa tecnica lavora simultaneamente a più livelli: da un lato, sblocca il parlato e ti insegna a parlare inglese pensando direttamente in inglese; dall’altro, ti permette di mandare in automatico il processo di apprendimento della lingua e dunque dei vocaboli. In altre parole, la Traduzione Simultanea educa il cervello a imparare “di default” attraverso la pura pratica, dove per pratica si intende anche guardare semplicemente un film, ascoltare la radio o leggere un libro. Insomma, immagina di passare una serata su Netflix e di riuscire ad immergerti così tanto nel pensiero e nei suoni che come senti le parole ti viene immediato comprenderle come pure riprodurle. E quando questo accade, quando il tuo cervello inizia a imparare di default semplicemente osservando e ascoltando, a quel punto… hai più bisogno di qualcuno che ti insegni la lingua?!

 
 
 
 

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STRUTTURA DEL CORSO

Il corso che ti mette nelle condizioni di fare tutto questo è Code-Switching. The Academy.

Questo è un corso composto di 18 lezioni, strutturate nell’arco di 5 mesi. Le lezioni sono rilasciate a cadenza settimanale (una a settimana) perché questo è il tempo minimo richiesto per riuscire a completare e a sedimentare bene una lezione. Questo significa che una lezione non è fatta semplicemente di un video da due ore, ma si compone al contrario di diversi sotto capitoli, con svariati video e dispense, che richiedono appunto una settimana per essere studiati e digeriti.

Mano a mano che le lezioni si sbloccano, queste sono disponibili 24/24. Lo studente può quindi gestirsi autonomamente le ore di studio e rivedere anche più volte le lezioni. La cosa però importante è che l’inglese diventi sin da subito parte della nostra quotidianità. Per questo, si consiglia uno studio giornaliero di circa 30/40 minuti, oppure di qualche ora fatto però 3 volte a settimana. Con Code-Switching, chiunque è in grado di ottenere in pochi mesi risultati eccellenti. Occorre però che per almeno 5 mesi l’inglese venga visto come una priorità, ovviamente dopo famiglia e lavoro.

Di queste 18 lezioni, le prime 10 sono quelle chiave, quelle cioè che forniscono tutti gli strumenti per lo studio della lingua da autodidatta. Questi sono: cultura, suono, pilastri e traduzione simultanea. Le ultime otto lezioni sono invece di pura pratica. Di queste, le prime quattro sono mirate a sviluppare confidenza e disinvoltura nel parlato (ideali per business, public speaking e webinars), mentre le ultime quattro sono incentrate di più sulla produzione scritta (articoli, papers, presentazioni, romanzi).

A partire poi dalla quarta lezione, una serie di Test, sia scritti e che orali, che permetteranno allo studente di avere un’interazione diretta con il Tutor, il quale verificherà e commenterà tutte le prove, o in forma scritta oppure con feedback vocali che lo studente potrà scaricare e salvare sul suo computer. Anche se questo è un corso che lo studente gestite in totale autonomia, può però sempre contare sulla presenza fisica e reale di un tutor che lo seguirà, passo dopo passo, fino alla fine del corso.

 

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LA COMMUNITY

& I LIVE DI CODE-SWITCHING

Con l’iscrizione a Code.Switching. The Academy. lo studente riceve anche l’accesso al Gruppo Facebook di Code-Switching, un luogo nel quale l’interazione tra studente, docenza e altri corsisti è constante e giornaliera. Qui, gli studenti, spinti dal medesimo obiettivo, si supportano e consigliano a vicenda, condividono le loro esperienze e comprensioni, come pure i loro progressi.

Attraverso il gruppo Facebook, lo studente ha accesso anche a i LIVE di Code-Switching. Si tratta di lezioni extra tenute dal vivo su Zoom, dove lo studente (insieme ad altri 6-7 corsisti) ha la possibilità di interagire personalmente con Fabrizia Zorzenon e di lavorare sotto la sua guida, per ben due ore. Ai LIVE si può accedere a partire dalla settimana lezione e vanno intesi come un elemento extra rispetto alle lezioni vere e proprie contenute all’interno del corso.

 

Esistono vari tipi di LIVE: dalle Traduzioni Simultanee fatte su romanzi o articoli di giornale, alle Discussioni sui Temi di Attualità, fino agli eventi di Play On Stage. Quest’ultimi propongono una serie di script, presi da film o play teatrali, sui quali lo studente si eserciterà insieme a Fabrizia, prendendo sempre più consapevolezza della propria voce e del proprio inglese come un mezzo per comunicare innanzitutto un messaggio, per raccontare una storia, e quindi per incantare la folla.

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SCEGLIERE IL PERCORSO MIGLIORE

Esistono varie modalità per aderire al programma Code-Switching, ciascuna per ogni tipologia di studente e per ogni grado di "commitment".

Code-Switching. The Academy.

Membership, €240 Mensili.

Creata per chi ha bisogno di una motivazione in più per rimanere al passo con le lezioni e completare il lavoro in 4-5 mesi, l’abbonamento mensile si rinnova automaticamente ogni 30 giorni e la sua durata complessiva dipende da quanto fisicamente lo studente impiega a completare le lezioni. Questa soluzione richiede quindi una buona dose di disciplina e di costanza per riuscire a stare al passo con le lezioni e diventare autonomo con lo studio della lingua nel più breve tempo possibile.

Per coloro che desiderano sostenere esami di certificazioni come TOEFL, IELTS e ESOL, o per loro che voglio sviluppare maestria tanto nello scritto quanto nel parlato, si consiglia di fare l’intero percorso di 18 lezioni per le quali ci vogliono in media 5-6 mesi. Per chi è interessato invece a sviluppare solo al parlato, le prime 14 lezione sono più che sufficienti. Per queste vanno solitamente 4 mesi.  

L’abbonamento non ha minimi o massimi di durata. Può essere quindi interrotto in ogni momento dal proprio account. Per questa ragione, questa è la soluzione ideale anche per chi vuole “provare” a fare qualche lezione prima di dedicarsi full-time allo studio della lingua. Il primo mese dà accesso alle prime quattro lezioni.

 

Code-Switching. The Academy.

Offerta Annuale, €740

Questa è la soluzione ideale per chi desidera studiare con calma o per desidera avere più tempo a disposizione per approfondire le varie lezioni e interagire con il Tutor e avere dei feedback. Specialmente per chi è interessato non solo al parlato ma anche allo scritto, questa opzione è quella economicamente più vantaggiosa.

Con l’Offerta Annuale, lo studente ha infatti 12 mesi a disposizione per completare l’intero percorso dell’Academy, anche se solitamente in 7-8 mesi il lavoro è comunque completato.

L’annuale richiede infine il pagamento anticipato. Chi vuole rateizzare può scegliere la Soluzione Ibrida, per la quale si rimanda direttamente alle FAQ.

Code-Switching. Crash Course.

Iscrizione Annuale, €290

Questa è la riproposizione online del “Seminario Code-Switching” che per sei anni ha fatto da preparazione al corso vero e proprio. Si tratta quindi di un corso in 10 ore che riassume i momenti salienti di un seminario che aveva come obiettivo quello di condensare in due giornate i punti chiave del Metodo Frau Zorzenon e della lingua inglese e dare così allo studente la possibilità di avere sin da subito un assaggio concreto di che cosa significa diventare bilingue.

Il Crash Course è quindi di sé un’esperienza estremamente illuminante. Tuttavia, va inteso come propedeutico al corso vero e proprio: funge cioè da trampolino di lancio ed è consigliato per chi desidera avere intanto un’infarinatura generale della lingua e del metodo o per chi è interessato a continuare poi con l’Academy ma desidera avere sin da subito una maggiore consapevolezza rispetto agli obiettivi e ai contenuti del corso.

Code-Switching. Bundle.

Iscrizione Annuale, €940

Questa è la soluzione ideale per chi desidera andare veramente a fondo con la lingua, per chi vede cioè nella lingua inglese un mezzo per portare il proprio messaggio su scala mondiale. Code-Switching. Bundle è pertanto la scelta migliore per keynote speakers, formatori, giornalisti, romanzieri, bloggers, influencers, YouTubers, social media managers, o in generale per chiunque abbia qualcosa da dire e voglia potero fare liberamente sia in forma scritta che orale.

Con l’opzione Bundle, lo studente ha accesso per un intero anno al Crash Course, all’Academy, al gruppo Facebook e a tutti i LIVE di Code-Switching.

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LIVE Q&A

 

Domanda: Scrivo per mio figlio che è dislessico e che fatica da sempre ad imparare l'inglese. Volevo capire se questo tipo di corso può essere adatto anche a ragazzi con questo tipo di difficoltà.

La dislessia è il frutto di un’errata educazione allo studio, di un modo cioè di studiare le cose fatto puramente a memoria e che nel tempo porta a un progressivo impigrimento del cervello e al conseguente disallineamento del centro intellettuale e di quello emozionale. Questa è purtroppo una condizione molto comune tra i nostri ragazzi delle scuole medie e superiori (il tasso di dislessia nel nostro paese è incredibilmente alto), una condizione che si può però risolvere facilmente dando ai ragazzi “metodo di studio”, insegnando cioè loro a studiare “di pancia” e non “di testa”, in modo quindi consapevole e non mnemonico... che è esattamente quello che fa Code-Switching.    

Con Code-Switching, gli studenti registrano in poco tempo miglioramenti importanti non solo in inglese ma anche nelle altre materie.

Domanda: Faccio fatica ad apprenderlo. Capisco abbastanza ma mi resta difficile parlare in inglese. Conosco molto bene il francese.

Il francese è una lingua romanza, molto simile quindi all’italiano e allo spagnolo, sia a livello di suoni che di pensiero. L’inglese, al contrario, è una lingua germanica, una lingua che ha cioè bisogno di essere studiata con un metodo che non è quello latino. Adotta un metodo di studio consono alla lingua inglese e vedrai che tutte le difficoltà spariranno all’istante.

Domanda: Ho studiato inglese al liceo con scarsi risultati, ma un minimo riuscivo a fare qualche frase. Purtroppo non mi piace e penso non mi piacerà mai. Soprattutto non lo capisco. Penso di avere una disabilità profonda nell'apprendimento delle lingue, soprattutto quelle non latine. Ma questo mi crea problemi, sia quando vado all’estero che con il lavoro.

Vale quanto detto sopra. Ovvero, più uno studia inglese continuando a pensare alla latina e meno questa lingua sarà in grado di comprenderla (e digerirla).

Domanda: Lo parlo ma non riesco ad avere fluidità e sicurezza. Mi sembra che le parole e le immagini che ho di queste non coincidano!

Vale quanto detto sopra. Inglese e Italiano sono lingue non direttamente traducibili, frutto cioè di due immaginari, di due culture, che sono così distanti che cercare un parallelismo è pressoché impossibile

Domanda: Ho sempre lavorato in diversi paesi anglofoni e sono abituata a diversi accenti. Per chi già conosce la lingua e ci lavora volevo sapere che cosa dà in più questo corso.

Una consapevolezza così profonda della lingua inglese da parlarla da perfetto madrelingua.

Da come ho capito, è un corso per qualsiasi livello di inglese, ma è necessario fare un entry test? E le lezioni sono differenziate a seconda del livello di ciascuno? Non mi è bene chiaro questo passaggio.

Il bilinguismo non si crea a partire dalla grammatica. Occorre invece agire alla radice della lingua, a livello cioè di pensiero e suono. Se tu oggi conosci la lingua ma quando devi parlarla non ti senti ancora completamente a tuo agio, oppure se nonostante i numerosi anni di studio, vivi la lingua ancora come un qualcosa di “artificioso” e “costruito”, un qualcosa di distaccato rispetto a te, significa che la lingua è stata studiata senza però aver mai gettato le fondamenta. Qualsiasi sia il tuo livello, se mancano queste, bisogna necessariamente ripartire da capo.

Domanda: Sono laureata in Teorie e Tecniche della Mediazione Interlinguistica, grazie a numerose esperienze all’estero ho potuto migliorare il mio inglese e arricchirlo con termini slang e colloquiali. Lavoro come PM in un’azienda internazionale dove parlo, leggo e scrivo in inglese tutti i giorni. Guardo tv in inglese ecc ma a volte sento che l’assenza di nuove esperienze all’estero immersa nella cultura anglosassone porti il mio livello di inglese a scendere. Vorrei anche essere preparata per prendere una certificazione. Sono interessata quindi ha capire se questo corso ha senso per chi vuole perfezionare un livello già alto di inglese.

Quando tu crei la lingua a partire dalle fondamenta, a livello quindi di pensiero e suono, questa si cicatrizza dentro in un modo tale che diventa indelebile. In altre parole, con Code-Switching diventi così un tutt’uno con la lingua che anche se non la pratichi questa non sparisce, proprio come la tua lingua madre. Con Code-Switching puoi fare qualsiasi certificazione tu desideri.

Domanda: Per applicare il metodo ad altre lingue dove posso reperire il materiale?

Code-Switching ti insegna a capire che cosa sono realmente le lingue e come queste vanno studiate. Capito questo passaggio, il materiale te lo crei poi facilmente da sola perché sai esattamente quello che ti serve.

Domanda: Questo corso mi può aiutare a ottenere la certificazione B1/B2?

Quando si sblocca il canale delle lingue puoi prendere qualsiasi certificazione tu desideri. Partendo da un livello il base, in 4 mesi puoi fare tranquillamente il B1/B2. Se ti dai qualche mese di più, puoi puntare anche a livelli più alti.

Domanda: Parto da Zero assoluto e ho una certa età. Ce la posso fare?

Certo che sì! Anzi, per certi versi è un vantaggio proprio perché hai il lusso di partire sin da subito con il piede giusto!

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ESEMPI AUDIO CORSISTI

 
 
 
 

Code-Switching

IL CORSO DI INGLESE PER LO SVILUPPO DEL BILINGUISMO

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